Prodotti Fitosanitari_cosa c’è da sapere

Cosa sono i prodotti fitosanitari

Sono prodotti destinati a proteggere le piante, controllare organismi nocivi, influire sulla crescita delle piante o conservare i prodotti vegetali.

Comprendono, ad esempio:
erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi, nematicidi, rodenticidi, regolatori di crescita, repellenti e attrattivi.

Un prodotto fitosanitario può contenere:

  • sostanza attiva = esercita l’azione contro l’organismo nocivo;
  • antidoto agronomico = riduce la fitotossicità sulla pianta;
  • sinergizzante = aumenta l’efficacia della sostanza attiva;
  • coformulanti = componenti che non sono sostanze attive;
  • coadiuvanti = prodotti aggiunti per migliorare l’efficacia o altre proprietà.

La sfida generale è trovare un equilibrio tra produzione agricola, sostenibilità ambientale e tutela della salute.

Il principio fondamentale: il prodotto fitosanitario deve essere sicuro prima di essere commercializzato

Il riferimento principale è il Regolamento (CE) 1107/2009.

Il sistema prevede un doppio livello di controllo:

A. Approvazione della sostanza attiva → livello UE

La sostanza attiva viene valutata scientificamente prima di poter essere utilizzata nei fitosanitari.

B. Autorizzazione del prodotto commerciale → livello nazionale

Il singolo Stato membro autorizza il prodotto formulato, per determinati usi, colture e condizioni.

Quindi:

sostanza attiva approvata ≠ automaticamente prodotto commerciale autorizzato.

Il primo filtro: i criteri “cut-off”

Questo è uno dei concetti più importanti.

Prima ancora di procedere alla valutazione completa, alcune caratteristiche possono impedire l’approvazione della sostanza.

In particolare sono fortemente limitate/normalmente escluse le sostanze classificate come:

  • mutagene 1A o 1B
  • cancerogene 1A o 1B
  • tossiche per la riproduzione 1A o 1B
  • inquinanti organici persistenti (POP)
  • interferenti endocrini

Sono previste eccezioni molto limitate e condizioni particolari.

In pratica:

prima si verifica che la sostanza non abbia caratteristiche di pericolo incompatibili con l’approvazione; poi si valuta tutto il resto.

Cosa deve dimostrare una sostanza attiva per essere approvata

Una sostanza deve dimostrare contemporaneamente di:

Essere efficace: deve funzionare realmente contro il bersaglio previsto.

Non danneggiare la salute umana: la valutazione considera:

  • effetti immediati e ritardati;
  • consumatori;
  • lavoratori;
  • persone esposte;
  • gruppi vulnerabili;
  • acqua potabile;
  • alimenti e mangimi;
  • aria;
  • acque sotterranee.

nota: vengono inoltre considerati, quando scientificamente valutabili, effetti cumulativi e sinergici.

Non provocare effetti inaccettabili sull’ambiente:  si considera…

  • destino e distribuzione nell’ambiente;
  • contaminazione di acqua, suolo e aria;
  • effetti a distanza;
  • organismi non bersaglio;
  • biodiversità;
  • ecosistemi.

Il principio di precauzione

È un elemento centrale del sistema.

Quando esistono elementi che fanno pensare a un rischio non sufficientemente controllato, l’autorità può adottare misure restrittive anche in presenza di incertezza scientifica.

Il principio fondamentale è:

l’aumento della produzione agricola non giustifica un sacrificio della salute pubblica o dell’ambiente.

Categorie particolari di sostanze

Il sistema distingue:

Sostanze ordinarie = approvazione normalmente fino a 10 anni.

Sostanze a basso rischio = profilo di rischio più favorevole; possono avere procedure e durata più favorevoli.

Candidate alla sostituzione = destano maggiori preoccupazioni e sono sottoposte a una valutazione più restrittiva; si verifica se esistono alternative più sicure.

Sostanze di base = sostanze considerate particolarmente sicure e utilizzabili secondo condizioni specifiche.

Come viene autorizzato il prodotto fitosanitario

Anche dopo l’approvazione della sostanza attiva, il prodotto commerciale deve essere valutato.

Bisogna verificare, tra l’altro, che:

  • non contenga componenti non ammessi;
  • la formulazione minimizzi i rischi;
  • mantenga comunque la propria efficacia;
  • sia stabile e correttamente utilizzabile/conservabile;
  • siano conoscibili natura e quantità dei residui;
  • siano valutate le interazioni tra i componenti;
  • l’impiego previsto sia sicuro nelle condizioni agricole, ambientali e fitosanitarie reali.

L’autorizzazione indica quindi precisamente:
dove, su quali colture, contro cosa, in quale dose, con quali modalità e da parte di quali utilizzatori il prodotto può essere impiegato.

L’importanza dell’etichetta

L’etichetta è uno strumento di tutela della salute.

Deve fornire le informazioni necessarie per utilizzare il prodotto correttamente e in sicurezza.

Quindi l’autorizzazione non si limita a dire:

“questo prodotto è autorizzato”

ma stabilisce come deve essere utilizzato.

Difesa integrata e buona pratica fitosanitaria

Sono strategie preventive fondamentali.

Difesa integrata

Si cerca di usare il meno possibile i prodotti chimici, combinando:
metodi biologici + agronomici + meccanici + chimici.

Il trattamento chimico viene utilizzato quando necessario e quando il danno previsto lo giustifica.

Buona pratica fitosanitaria

Il prodotto deve essere:
scelto, dosato e applicato nel momento opportuno, nella quantità minima necessaria e nel rispetto dell’uso autorizzato.

Questi due principi servono quindi a ridurre l’esposizione di uomo e ambiente.

Residui negli alimenti: uno dei principali strumenti di tutela del consumatore

Il riferimento fondamentale è il Regolamento (CE) 396/2005.

Per gli alimenti vengono stabiliti i LMR – Limiti Massimi di Residuo, cioè la quantità massima legalmente consentita di residuo di un pesticida.

I limiti vengono stabiliti sulla base di valutazioni scientifiche e delle buone pratiche agricole, con priorità alla tutela della salute.

Sono considerati anche:

  • metaboliti;
  • prodotti di degradazione rilevanti.

Quindi:

uso corretto del fitosanitario → residui prevedibili → LMR → controllo degli alimenti.

Controllo e monitoraggio dopo l’autorizzazione

L’autorizzazione non è il punto finale.

I prodotti vengono controllati attraverso:

  • sopralluoghi presso le aziende;
  • ispezioni;
  • campionamenti di alimenti, acque e suoli;
  • analisi chimiche dei residui;
  • controllo delle etichette;
  • registri dei trattamenti;
  • controlli sulle attrezzature;
  • sistemi di tracciabilità.

I controlli coinvolgono, tra gli altri, Ministero della Salute, autorità agricole, Regioni, Servizi fitosanitari e ASL, con eventuale coinvolgimento dei NAS.

Cosa succede se vengono trovati residui oltre i limiti

Se un alimento supera i limiti previsti, possono essere adottate misure come:

ritiro/blocco del prodotto → sanzioni → segnalazione al sistema RASFF.

Il RASFF permette agli Stati membri di scambiarsi rapidamente informazioni sui rischi alimentari e di coordinare gli interventi per proteggere i consumatori.

Rinnovo e riesame: la sicurezza viene rivalutata nel tempo

Un altro elemento fondamentale è che l’autorizzazione non è necessariamente definitiva.

Rinnovo

Alla scadenza si rivaluta la sostanza sulla base delle conoscenze e dei criteri più recenti.

Riesame

Può essere effettuato in qualsiasi momento se emergono motivi per ritenere che non siano più rispettati i requisiti di sicurezza.

L’esito può essere:
rinnovo → rinnovo con restrizioni → modifica → revoca → mancato rinnovo.

Questo è importante perché una sostanza considerata accettabile in passato può non esserlo più alla luce di nuove evidenze scientifiche.

Le deroghe per emergenza

In situazioni eccezionali uno Stato può autorizzare temporaneamente un prodotto normalmente non autorizzato.

Ma deve trattarsi di una vera emergenza fitosanitaria, non deve esserci un’alternativa ragionevole e l’utilizzo deve essere limitato e controllato.

Il testo sottolinea però una criticità: queste deroghe possono essere utilizzate in modo improprio, con possibili rischi soprattutto ambientali.

Uno schema riassuntivo:

Per la salvaguardia della salute umana, il sistema si basa su una serie di barriere successive:

1. Valutazione della sostanza attiva
↓
2. Criteri cut-off
↓
3. Valutazione tossicologica ed esposizione
↓
4. Valutazione dei residui e dei metaboliti
↓
5. Autorizzazione del prodotto formulato
↓
6. Definizione precisa di dose, colture, usi e modalità d’impiego
↓
7. Etichetta e buona pratica fitosanitaria
↓
8. Difesa integrata e riduzione dell’uso
↓
9. Controllo ufficiale e monitoraggio dei residui
↓
10. Rinnovo, riesame o revoca se emergono nuovi rischi

In una frase

 

La tutela della salute umana si realizza attraverso prevenzione del rischio prima dell’autorizzazione, limitazione dell’esposizione durante l’uso, controllo dei residui negli alimenti e sorveglianza continua anche dopo l’immissione sul mercato.

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Dott.ssa Manuela Miuzzo
Nutrizionista biologa

Dopo la laurea in Scienze Biologiche, ho svolto attività di ricerca in ambito nutrizionale, ottenendo il dottorato di Ricerca in Biochimica e Biofisica presso l’università di Padova.
Ho continuato la mia formazione attraverso corsi di perfezionamento e corsi ECM in ambito nutrizionale ottenendo il Master in nutrizione e didattica applicata. Quindi ho cominciato l’attività professionale di nutrizionista continuando in parallelo l’attività di didattica di divulgazione scientifica attraverso diverse pubblicazioni scientifiche.

 

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